Il bivio commerciale che abbassa l’omofobia


Quest articolo è stato scritto per GQ Italia.

Sotto ogni panorama c’è un precipizio. Sotto il futuro di Jan Brewer, governatrice dell’Arizona, c’è il Grand Canyon boicottato dalle associazioni gay che non gradiscono una legge locale, un provvedimento che permette ad ogni singolo venditore del posto di seguire le proprie convinzioni religiose e discriminare i “pederasti”, pilastri di un mercato che non permette sconti al singolo. L’esponente politico non vuole essere una pedina del sistema e sta pensando di abrogare la legge pur di assicurare al proprio precipizio un profitto, figlio delle persone che preferiscono spendere in posti dove sono accettati.

L’emancipazione è l’essenza di un mercato basato su prodotto che l’utente ritiene essenziale dopo averlo provato, un’idea che introduce un business inedito e un testimonial giusto. Un logaritmo che penalizza chi, nel 2014, decide di sopravvivere senza i sussidi statali.

Jan Brewer, messa davanti a un bivio commerciale, ha preferito pensionare la sua parte conservatrice pur di far parte del mercato globale. Senza il veto su una legge omofoba la governatrice dell’Arizona sarebbe stata cancellata da un sistema globale che non contempla la discriminazione.

L’emancipazione delle persone omoaffetive prima di essere un traguardo sociale è la somma algebrica di un mercato che funziona. Il matrimonio per tutti, in meno di un decennio, è diventato il prodotto che ha permesso al politico medio (e internazionale) di conquistare il proprio elettorato. Zapatero, Hollande e Obama hanno dovuto investire sulla parità per assicurarsi il primo o il secondo mandato con il voto dei cittadini, persone che comprano una società attraverso il proprio voto.

Un modello che poco alla volta è diventato un business globale. Il Brasile, prossimo ombelico del mondo con i campionati di calcio, ha dovuto aprire il matrimonio a gay e lesbiche pur di assicurarsi ogni singolo turista. Testa e portafogli che fanno gola anche alla regina Elisabetta, sempre più a corto di sterline (sempre più residenze monarchiche sono offerte ai ricchi che non sanno dove celebrarsi). La donna d’affari ha disposto una modifica della Costituzione pur di consentire il trono a un principe a cui non piacciono le principesse. Il primo re gay dell’Inghilterra è il testimonial giusto per rilanciare quel turismo che la signora Brewer sogna per la sua bigotta Arizona.

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