Bradley (Chelsea) Manning è una Lady Gaga doppia

Questo articolo è stato scritto per l’Huffington Post.

Una cella poco capiente è meglio della prigione prevista dai pensieri altrui. Lo spazio sintetizza bene la storia di Bradley Manning, il militare 25enne che passerà i prossimi anni in carcere. Nella sua nuova casa ci è arrivato dopo aver collaborato con Wikileaks, l’organizzazione internazionale creata da Julian Assange che ha divulgato i segreti militari degli Stati Uniti.

Bradley è, probabilmente, la prima persona che riesce a rappresentare il nostro presente polifonico e paradossale. Il militare è, nello stesso momento, il simbolo di una società orizzontale che non prevede una piramide informativa e il superamento, pop, del singolo che si riconosce in un unico genere sessuale. “Chiamatemi Chelsea, in carcere voglio diventar la donna”. L’abbattimento della barriera, incentivata di recente dalla Germania che prevede certificati di nascita neutri, arriva dopo un allontanamento durato per anni. Lana Wachowski (ideatrice, insieme al fratello, di Matrix) durante il suo primo discorso pubblico, dopo il cambio di sesso, ha fatto capire che il suo unico problema non era insito doppia personalità. A Lana mancava un mondo. “Il mio genere era meno tipico degli altri. Quando ero giovane mi sembrava di essere l’unica”.
L’adolescenza della regista è avvenuta negli anni Ottanta. All’epoca non esisteva la cultura pop contemporanea che permette, nel 2013, a Bradley di diventare Chelsea. La creazione di un immaginario ibrido si deve, in parte, ad America’s Next Drag Queen. Il programma RuPaul, ispirato al più famoso talent di Tyra Banks, prevede una miscelazione piena tra i due generi. I concorrenti e il conduttore non esibiscono solo la loro eccentricità femminile. In più momenti interagiscono come maschi. Non hanno paura di confondere il pubblico. Il superamento di quanto, di norma, previsto gli permette di trasformare i problemi in perni che fanno girare meglio il loro presente. Il primo posto dell’edizione trasmessa, in queste settimane, da Fox Life andrà, non a caso, alla concorrente meno capita dal gruppo.

La bellezza per la tv americana, da anni, non è il bisogno di perfezione perpetuato, male, da Miss Italia. La più bella, nei programmi che stanno scrivendo la nuova cultura pop, è di solito la più storta. “Lei è perfetta, l’altra però è asimmetrica”. Con queste parole si è conclusa la 16esima edizione del talent di Tyra Banks. La serie nuova, in onda su SkyUno, prevede l’esaltazione del proclamo. Ogni aspirante reginetta, ripescata dalle edizioni precedenti, è una miss atipica. La modella transgender attraversa la passerella con quella lesbica mentre la morigerata spiega perché non poserebbe mai in intimo.

“La nostalgia (la bellezza senza nessuna imprecisione) – canta la fin troppo camaleontica Lady Gaga – è per sfigati”. Bradley, Chelsea, dopo aver cambiato l’estetica della Casa Bianca è il centro di un cambiamento culturale. Non esiste un corpo perfetto. Nel 2013 c’è spazio solo per il corpo possibile.

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