Il gioco della politica non giova alle persone

Questo articolo è stato scritto per D – La Repubblica.

La politica azzarda quando si allontana dai palazzi del potere. Le stesse persone che non scommettono su un percorso alternativo per superare l’attuale stagnazione hanno individuato nel gioco un giro di boa per i cittadini in difficoltà.

Secondo Mauro Vanetti, co-fondatore di Senza Slot (www.senzaslot.it), alcune liberalizzazioni attuate da Pierluigi Bersani nel 2007 (allora ministro dello Sviluppo economico del secondo Governo Prodi) hanno provocato i danni sociali, denunciati di recente dall’Unione Nazionale Consumatori. “Il 18 maggio, spiega Vanetti, scenderemo in piazza insieme ad altre associazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica. Vogliamo raccogliere tutte le firme che servono per presentare un referendum contro le liberalizzazioni riguardanti il gioco d’azzardo. Lo Stato”, propone l’ideatore di Senza Slot, “dovrebbe avere un controllo diretto delle sale dove oggi si esagera”.

A nulla sono servite le continue sollecitazioni di chi guadagna con il gioco. “In Italia, evidenzia Tiberio Redaelli (amministratore di http://www.pokeritaliaweb.org), ognuno fa quello che vuole. Nel nostro paese è legalizzato solo il poker online, per quello live non si è ancora fatto nulla malgrado le numerose sentenze della Corte di Cassazione che in alcuni casi da ragione ai club dove oggi, teoricamente, non si potrebbe giocare. Renato Balduzzi (ministro della Salute dell’esecutivo Monti) ha pensato a una serie di vertenze per i giochi online che rappresentano un quinto dei guadagni raggiunti dallo Stato con le attività ludiche di propria competenza. L’Italia trattiene solo il 4% di ogni euro speso per il poker. Con le slot machine, invece, raggiunge il 60%. Il richiamo del ministro Balduzzi non è stato esteso a questi supporti”.  Lo smaltimento delle slot machine, secondo Vanetti, è un’urgenza politica. “Pavia, mia città natale, è uno dei capoluoghi dove si spende di più per il gioco d’azzardo. Questi investimenti intercettano gli interessi dell’amministrazione locale. Uno dei dirigenti dell’attuale consiglio comunale fa parte di un’importante impresa specializzata nella distribuzione dei giochi. Un altro politico, invece, pare essere vicino alla malavita locale che si estende sul territorio attraverso attività ludiche illecite”. La slot machine è un simbolo. La sua assenza, anche per gli esercenti, attira l’utenza che si affida ad un’attività sana. “Le mappe di Senza Slot”, spiega Vanetti, “sono state redatte, all’inizio, con la collaborazione dei consumatori. In un secondo momento si sono rivolti a noi anche i baristi che non hanno investito nelle macchinette”.

“In Italia”, sottolinea Readelli, “i soldi spesi per i giochi sono sempre gli stessi. Quelli che non sono destinati al poker finiscono nelle slot machine fisiche e online. L’inflessione che sta vivendo, negli ultimi mesi, il poker non è imputabile alla crisi. Per quattro anni, malgrado la recessione, è andato benissimo. Gli investimenti importanti che sono stati fatti hanno creato una comunità composta da 600mila giocatori attivi”.

Il pokerista italiano, secondo Poker Italia Web, ha tra i 18 e 50 anni, usa molto il pc e risiede (nell’ordine) in Lombardia, Campania, Puglia e Lazio. “Il poker è uno sport prevalentemente maschile. Il rapporto tra le giocatrici e i colleghi maschi è di 1 a 10” continua Redaelli. “Questo valore è vero soprattutto all’estero” secondo Carla Solinas. “In Italia, sottolinea la giocatrice di poker, siamo molte meno. Non credo che sia un sport per uomini. Al momento, però, il poker è soprattutto maschile”. Carla ha incontrato il poker grazie a un cavaliere. “Nel 2006 uscivo con un ragazzo a cui piaceva giocare. Era un hobby che poco dopo ci ha portato al casinò di Sanremo. Adesso non stiamo più insieme. Anche lui, come me, è diventato un giocatore professionista”. Carla, ogni anno, partecipa a 30 – 40 tornei. “Gioco soprattutto in Italia. Quando ci sono i campionati del mondo passo 30 giorni negli Stati Uniti”. Le trasferte e i tornei italiani cambiano l’agenda di Carla. “Durante i live si gioca di pomeriggio. Il poker online, invece, è uno sport serale. Si inizia alle 21 e si va avanti a oltranza. A volte si finisce dopo le 4 di mattina. La domenica, per il poker online, è un giorno di punta perché ci sono i tornei. Il sabato, di solito, è più soft perché ci sono meno persone collegate”.

La sensazione settimanale che prova Carla ha una sua estensione quotidiana. “In Italia, purtroppo, non esiste una regolamentazione per chi pratica la mia professione”. Anche su questo tipo di lavori la politica è lasciva. Dentro i palazzi c’è spazio solo per le slot.

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