Il congedo contemporaneo di Andreotti

Questo articolo è stato scritto per l’Huffington Post.

Il congedo contemporaneo di Andreotti non ci sarebbe stato senza il contenitore televisivo. Lo strumento ha creato una storia che sembra essere scritta solo nei giorni scorsi. Lo stesso racconto, realizzato per il cinema, riassume il passato. Le pillole de il Divo, infatti, sono state utilizzate da diversi programmi (Otto e Mezzo, Piazzapulita, …) per spiegare alle persone postume della Dc una storia che sembra una sceneggiatura.

Andreotti muore da moderno. I suoi momenti tv, riproposti soprattutto dalla Rete, non hanno la mediazione, la mediocrità, che trasforma in marmellata i mille talk show senza una sfumatura propria. Certi programmi sembrano tutti la sovrascrittura di scalette già trasmesse.

Andreotti è un assolo tv. Dal pianeta si allontana dopo aver fatto provato a Paola Perego, nel 2008, il panico provocato della morte in diretta (sfiorata dalla diretta interessata spesso durante la Talpa, il reality che la signora ha condotto per Rai2 e Italia1). L’ex primo ministro non si muove. Sembra morto. Pubblicità. Solo cinque anni più tardi sarebbe arrivata la sospensione di un programma dopo un decesso in scena.

Andreotti è un simbolo della stortura politica di cui Berlusconi sembra essere l’unico padre. Agli inizi degli anni Novanta, prima di Mani Pulite, Chiambretti realizza una una puntata del Portalettere con il politico. La dinamica tra i due sarà poi diluita nei programmi pensati dopo. Parte dell’inchiesta di Report trasmessa domenica scorsa, 05/05, prevedeva un politico inseguito (Formigoni) da un protagonista tv (Alberto Nerazzini). Per alcune domande, ancora oggi, è decisiva l’assenza di una scenografia.

Andreotti è, infine, un auspicio. Ancora oggi sembra essere l’unico soggetto in grado di superare la politica in stallo. Senza certe scelte tv la sua stagione non sembrerebbe sempre un’alternativa sostenibile. Significativo, a tal proposito, è il suo passaggio a La notte della repubblica (bellissimo programma sugli anni di piombo pensato da Sergio Zavoli). Andreotti, in quell’occasione, provò a privarsi delle ombre prodotte dalle domande pensate per valorizzare la persona.

Gli impegni tv del primo ministro presente, protagonista recente di Che tempo che fa, sembrano una replica. Letta non risponde. Letta rimanda. Andreotti, invece, ha sempre rispettato il mezzo che ha trasformato la sua mediocrità in un metro senza il quale non si può misurare la democristianità dei politici ancorati al passato.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...