Lo studente Orfini, in tv, supera il saggio Amato

Questo articolo è stato scritto per l’Huffington Post.

Non siamo, non sono, pronti per un presidente televisivo. Il saluto di fine anno, farcito di finte speranze, è l’unico format concesso alla massima carica dello Stato. Il piccolo schermo, grande specchio per il politico medio e pavone, è ancora un peccato originale che non permette un’assoluzione piena. Chi ha provato a interloquire con un pubblico, in mezzo al quale ci sono anche i cittadini con diritto di voto, non è riuscito nelle riflessioni, se di tale si può ragionare, per il post Napolitano I.

Milena Gabanelli non è un’eccezione. In esame sono stati presi anche Giuliano Amato, professore per Rai Educational nonché supplente sperato da Giorgio Napolitano, e Romano Prodi. L’ex primo ministro è stato il protagonista del Mondo che verrà, un bel programma la7 basato sull’incontro tra generazioni. Uno scambio che nel Partito Democratico sembra essere uno scontro. Ogni tentativo di confronto viene spostato dal centro. Singolari, a tal proposito, sono i fischi che non hanno fatto finire, durante la direzione generale, a Debora Serracchiani il proprio intervento. Ai saggi, o presunti tali, non piacciono i propri studenti.

Loro hanno, in linea di massima, una classe crossmediale che riesce a creare un contenuto anche nei contenitori classici, pensati per chi ha superato la prima, la seconda, … repubblica. Matteo Orfini riesce sempre a spiazzare i propri interlocutori. Il 15/03 a Zeta brucia le candidature di Finocchiaro e Franceschini, sostituiti poi da Grasso e Boldrini. Il 22/04 a Piazzapulita propone Renzi premier e il giorno dopo è sulle prime pagine di tutti i giorni. L’utilizzo del mezzo fatto dal politico è unico. Più di lui riesce a fare solo Renzi che prova, malgrado le resistenze di qualcuno, a essere pop anche negli spazi più popolari.

Non siamo pronti, forse, a un presidente con un passato televisivo vero (i passaggi degli impresari non contano sicché sono insiti, implicitamente, in qualsiasi contratto). Il futuro politico, il post Napolitano II, prevede però personaggi che non hanno paura del mezzo. Il media, oggi più di ieri, rappresenta la memoria. Un ricordo, un rappresentante, oggi non esiste se non riesci a rivederlo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...