Io sono una minoranza

Questo articolo è stato scritto per D – La Repubblica.

L’unità nazionale di un paese si misura dal presente che deve affrontare. L’Italia è una nazione compatta. I problemi delle donne del Sud sono gli stessi affrontati dalle femmine del Nord. In Alto Adige il numero dei sindaci donna è inferiore alla media nazionale. “Le quote rosa, sottolinea Liliana di Fede, sindaco di Laives, sono necessarie. Siamo ancora una minoranza da tutelare”.

Solo l’11% dei comuni, in Italia, ha un sindaco donna. Nella sua carriera politica si è confrontata con un dato analogo?
Nella nostra provincia siamo il 9% degli amministratori. Siamo 10 su 116. Per noi è stata molto utile la legge regionale che consente ai sindaci di fare, al massimo, tre mandati. Gli spazi lasciati, per forza, dagli uomini sono stati occupati dalle donne che hanno potuto mettersi in gioco.

Il rinnovo è stato più utile delle quote rosa?

In Alto Adige i partiti più importanti tengono conto delle quote rosa ogni volta che devono presentare delle candidature. Il vincolo femminile ha agevolato il cambiamento della politica. I partiti hanno dovuto investire sulle donne che poi sono state scelte anche dall’elettorato. Io sono favorevole alle quote rosa. Sono necessarie.

Fino a quando saranno indispensabili?
Chi può dirlo?

Non crede che senza una scadenza la quota rosa possa esistere per sempre?
La quota finisce nel momento in cui si raggiunge. L’assenza femminile che riscontro in politica l’avevo già notata come professionista. Le donne evitano di fare delle scelte che possono compromettere la tranquillità familiare. Io stessa ho iniziato a far politica quando i miei figli hanno raggiunto una loro autonomia. Le donne bisogna coinvolgerle. Gli uomini, in linea di massima, sono disposti a crescere da soli.

Quando ha cominciato a fare politica?
Durante una crisi della giunta precedente. Il sindaco mi proposto di lavorare come assessore tecnico. Lui, poi, per motivi personali e professionali non ha potuto ricandidarsi. Io, secondo il primo cittadino uscente, ero la persona giusta per ricoprire il suo ruolo. Ho un lavoro che al momento non eseguo per motivi politici. Questa certezza mi fa lavorare meglio. Credo, inoltre, che tranquilizzi il comune che amministro.

Nel 2012 ha ancora senso lo statuto speciale di cui gode il suo territorio?
Abbiamo una storia che non va dimentica. Il nostro passato è il padre della nostra autonomia. Siamo una provincia ricca e possiamo amministrare gran parte delle tasse. Queste condizioni, però, non inficiano il nostro rapporto con lo Stato. Diamo il nostro contributo al Governo centrale.

Non crede che queste condizioni debbano valere anche per gli altri comuni?
Chi è più vicino ai cittadini dovrebbe gestire le risorse più cospicue. Anche la struttura amministrativa di un paese ha bisogno di revisioni.

L’attività per le Pari opportunità del ministro Fornero è contemporanea?
Il ministro ha lavorato su altri temi. Adesso, mi aspetto delle attività specifiche. La famiglia, in Italia, è molto trascurata.

Si auspica un premier donna?
Il paese è già pronto per questa figura. Potrebbe, persino, presentarsi tra poco alla nazione. Le donne emergono nei momenti di difficoltà. La crisi potrebbe essere una buona occasione per tutte noi.

Le donne, in Italia, sono emancipate?
L’emancipazione effettiva si verifica quando i singoli possono coltivare le proprie aspirazione e fare delle scelte proprie. Le donne, ancora oggi, sembrano essere una minoranza del paese.

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