La crisi è femmina

Questo articolo è stato scritto per D – La Repubblica.

“Sempre più donne, racconta Francesca Zaccariotto, sindaco di San Donà di Piave, chiamano il mio comune per provare a risolvere i loro problemi lavorativi”. Le difficoltà femminili, secondo il primo cittadino, non sono prese in considerazione dal Governo centrale. “La politica si occupa del territorio per interposta persona”.

Solo l’11% dei comuni italiani è amministrato da una donna. Sono stati commessi degli errori?
Il percorso fatto negli ultimi anni non è stato, evidentemente, sufficiente. È necessario lavorare su entrambi i generi. Alle donne bisogna chiedere di entrare in politica. Agli uomini, invece, di creare le condizioni affinché le mogli e le madri possano avere la predisposizione per la pubblica amministrazione. Io sono stata fortunata. Ho iniziato a fare politica quando ancora la presenza femminile in politica non era disciplinata dalle quote rosa.

La stima nazionale rispecchia la realtà della sua provincia?
Qualcosa, negli ultimi anni, è cambiato. Io sono anche un presidente di provincia. Nel Veneto questo ruolo è ricoperto da 3 donne. La regione è divisa in 7 province. L’elettorato vede nelle donne un cambiamento. Le sceglie anche per questo motivo. La politica si è accorta del potenziale femminile. Per sopravvivere, i partiti devono scommettere sulle donne.

Si auspica una candidato premier?
Un primo ministro donna rappresenterebbe il cambiamento vero. Le donne hanno poche esperienze politiche ma hanno dimostrato, spesso, di saper fare il loro lavoro.

Lei è un’esponente della Lega Nord. Il dopo Bossi sembra essere solo al maschile.
Nel mio partito non esiste un problema femminile. La Lega Nord sostiene le donne che si candidano. In me, il partito, ha visto un cambiamento. Gli altri attori politici dovrebbero emulare la Lega Nord. Nella mia giunta le uniche donne sono del mio partito.

Come si spiega, allora, la recente spartizione tra maschi?
Le donne, nella Lega Nord, sono amministratrici. È una scelta nostra. Non è una preclusione del partito. Io sono molto concreta. Ho bisogno di prendere in mano il problema e risolverlo. Il percorso politico fa perdere questa percezione. Del territorio te ne occupi per interposta persona.

Un politico non dovrebbe essere un buon amministratore?

Chi si cimenta in un progetto politico nazionale dovrebbe arrivare da un’amministrazione locale.

Promuove il primo anno del Governo tecnico?
La politica centrale non ha saputo sentire le grida disperate dei sindaci e dei cittadini.

Cosa suggerisce all’esecutivo Monti?
Questa è una bellissima domanda.

Quindi cosa propone in alternativa?
Avrei stilato un programma essenziale. Avrei lavorato su quello. Per sanare il debito pubblico avrei fatto altri tagli. Si doveva partire dal Governo centrale.

L’operato del Ministro Fornero tiene conto della sua delega per le Pari opportunità?
No. La crisi pesa di più sulle donne. La maternità è un diritto di cui si parla ma che non si fa rispettare. Mancano i provvedimenti, le agevolazioni, i riconoscimenti. Sempre più donne si rivolgono al mio comune per capire se noi, come amministrazione, possiamo risolvere il loro problemi lavorativi.

Le donne, in Italia, sono emancipate?
Sì.

La loro emancipazione è riconosciuta dalla società?

Sì. Il ricambio generazione ha risolto questo fraintendimento. Solo le persone di una certa età sono, all’inizio, diffidenti con un sindaco donna.

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