Youtube, la nuova tv globale

Questo articolo è stato scritto per GQ Italia.

Il futuro è un aggregato. Per esistere, domani, sarà necessario essere presenti su più media: la tv non tutela più l’essenza dei suoi protagonisti, persone che oggi sono alla ricerca di una seconda pubertà intellettuale. Il nuovo Dorian Grey è Gad Lerner: L’infedele la7, dopo aver tradito la generalista più popolare, è pronto per abiurare il piccolo schermo. Il giornalista sarà a capo del network che Feltrinelli avvierà con Telecom Italia Media. I contenuti pensati per questo spazio saranno distribuiti su più piattaforme. La messa in onda sul digitale, fanno sapere i diretti interessati, non esclude una programmazione per il web. Su internet la tv cresce.

Gli investimenti pubblicitari sui video distribuiti dalla rete sono cresciuti, in meno di un anno, dell’85%. Questi capitali esistono grazie al mercato generato dalla nascita, nel 2007, di Hulu, il servizio internet che distribuisce i contenuti dei più importanti broadcaster statunitensi. Hulu, secondo Business Week (testata del gruppo economico Bloomerg), non è più l’attore principale del mercato di sua competenza. La perdita di credibilità si traduce in un riassetto societario che potrebbe compromettere il futuro del sito. Hulu non ha lo stesso numero di utenti di Netflix. Il servizio raggiunge 27 milioni di persone residenti in tre continenti diversi.

Le frontiere nazionali, sul web, scompaiono. X Factor UK, su Twitter, è diventato uno dei 10 TT italiani grazie ai video dello show che la produzione carica su Youtube. Il sito, da tempo, lavora sull’abbattimento delle barriere locali. Youtube, nei prossimi mesi, ospiterà 60 nuovi canali pensati per un mercato europeo. Questi spazi saranno riempiti dai  produttori video che lavorano in Germania, Francia e Inghilterra. L’Italia, per il momento, non farà parte di questo progetto. Della storia recente del paese fa parte un contenzioso tra Youtube e Mediaset. Il portale non può ospitare il materiale prodotto dall’azienda di Cologno Monzese.

I ritardi dei singoli editori non rallentano i professionisti che vedono un’opportunità in Youtube. Sul sito si trovano le serie non programmate dai canali televisivi. Progetti che non hanno bisogno di riconoscersi nella cultura pop del paese. La produzione italiana pensata per il web, oggi, può essere fruita all’estero. Stuck, la serie web di Ivan Silvestrini (regista di Come non detto), è stata girata in inglese. La lingua globale ha fatto uscire Stuck dal paese d’origine. Solo il 30% del suo pubblico ha bisogno dei sottotitoli in italiano.  Il protagonista di Stuck, inoltre, rappresenta il personaggio meno vicino alla serie tv prodotte da Rai e Mediaset. David Rea è l’alternativa tricolore a Hank Moody, lo scrittore rock di Californication. La serie tv di successo fa parte della terza serata di Italia1.

Il successo ottenuto da Stuck e le altre serie web prodotte nel nostro paese potrebbe ridisegnare il mercato audiovisivo dell’Italia. Magnolia, produttrice dell’Isola dei Famosi e X Factor (insieme alla  Fremantle Media), ha investito su Kubrick. La serie che ha debuttato l’8 ottobre su Youtube ha come protagonisti dei registi falliti che si riciclano con il porno.

Il futuro del video è un aggregato. Tv e Web. Insieme i due vettori corrono con una velocità inedita per entrambi. Insieme riescono a uscire, finalmente, dall’Italia.

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