Innovazione allo specchio

Questo articolo è stato scritto per D – la Repubblica.

La conoscenza, su internet, diventa un contenitore. Questa metamorfosi è il fulcro di Monki il nuovo progetto del centro ricerche di IED, l’Istituto europeo di design, diretto da Alessandro Rimassa (già autore di Generazione 1000 euro). Anna Cantaro è la responsabile del sito, iknowmonki.it, specchio dei ragazzi di oggi. “Monki, sottolinea Cantaro, si legge I know al contrario. Il nome del progetto è stato pensato da una studentessa che lavora con noi al portale”.

Perché nasce Monki?
Monki nasce per valorizzare le eccellenze di IED, trendsetter da trent’anni. Un sito di cool hunting fatto dai giovani per i giovani è, secondo noi, lo strumento giusto per raccontare l’approccio che Ied ha nei confronti del nuovo.

Per realizzare Monki IED ha fatto un investimento economico?
No. Monki è stato realizzato ottimizzando le risorse interne. Il sito è un progetto del centro ricerche dell’Istituto.

Monki è un concorrente degli altri siti di moda?
Su internet non esistono competitor. Monki è un osservatorio e racconta il presente attraverso i giovani talenti. Non lavoriamo contro qualcosa ma in sinergia. Monki è complementare a quanto già esiste. Nei nostri articoli ci sono link ad altri siti o blog.

Monki potrebbe innovare l’editoria online?
Monki ha qualcosa in più. È fatto dai ventenni.

L’età dei giornalisti è l’unico problema dell’informazione online?
No. Per noi è molto importante l’esperienza di chi gravita attorno a Monki. I nostri autori non sono giornalisti. Attorno al sito ci sono professionisti che lavorano in altri ambiti. Persone che ogni giorno fanno ricerca nel proprio campo.

Questi professionisti sono tutti dello Ied?
A Monki lavorano gli studenti e i docenti dell’Istituto.

I contributi dei professori sostituiscono le lezioni?

No. Su Monki ci sono idee diverse.

Quali sono i temi principali proposti dalla redazione di Monki?
Il visuale è fortissimo. Per i ragazzi le immagini e video sono i contenuti primari. Di libri, per ora, non vuole occuparsi nessuno.

Questa predisposizione come cambia Monki?
Entro un anno vorremmo che il sito avesse almeno il 50% dei contenuti in video. Per noi l’esperienza personale è un valore aggiunto. Non ci basta il racconto di una mostra. Ai professionisti della nostra redazione chiediamo di raccontare un punto di vista diretto.

Quanto ha influito l’esperienza pregressa del centro ricerche su Monki?

Il centro ricerche è il ponte tra l’Istituto e le aziende. I progetti fatti all’interno di questa struttura si traducono in opportunità di stage per i nostri studenti. In Pirelli è entrato un nostro studente dopo un concorso sulla trama dei battistrada realizzati dall’azienda.

Lo stage è ancora uno strumento valido?
Secondo i nostri studenti lo stage è valido se è uno prosecuzione del loro percorso formativo. Come tutte le esperienze lavorative funziona se è fatta nel modo giusto. Bisogna essere fortunati e incontrare le persone giuste.

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