Domenica In – Così è la vita contro i gay, la vera trasgressione è senza le Icone

Il Italia la distanza che c’è tra il cittadino e il proprio credo, religioso o idolatrico, disegna uno dei tanti paradossi irrisolti del paese. Una parte della popolazione, da tempo, crede che la propria emancipazione sia una questione risolvibile solo da terzi. In meno di due settimane il  padrino musicale di Pierdavide Carone è diventato un moderno Cristo. Sulla sua croce la paura di tutte quelle persone che vogliono posticipare la risoluzione dei propri problemi.
L’accanimento mediatico registrato la scorsa settimana segue quello atavico contro la Chiesa. Ancora oggi una parte del movimento glbtq, se di tale si può scrivere, crede che la propria emancipazione dipenda dall’angelus del Papa, dalla sua volontà di andare contro le scritture che gli hanno garantito la carriera migliore che un prelato possa desiderare.
La perpetuazione di questo braccio di ferro sul lungo periodo non ha portato i risultati sperati dagli stessi promotori di questo scontro che, invece, ha creato ulteriori problemi. Affidando il proprio destino agli interlocutori sordi gli omosessuali istituzionalizzati hanno zittito le persone in grado di avviare la rivoluzione sperata. Dell’illuminato cardinal Martini e delle sue aperture sulle coppie gay, eutanasia, … (raccolte nel 2006 dall’Espresso) se ne sono perse le traccia. L’invocazione perenne del Papa straniero ha bloccato, di fatto, la valorizzazione del pontefice mancato.
Al Pastore tedesco si affidano le stesse preghiere che i credenti laici recitano ogni volta che in video appare un’Icona, una delle tante operatrici dello spettacolo potenzialmente gay-friendly. Nell’Icona in molti credono senza contraddittorio, senza rielaborare il pensiero che il suddetto soggetto esprime. Lorella Cuccarini, infatti, non è stata criticata da chi ha chiesto a Lucia Annunziata di rettificare le dichiarazioni omofobe rilasciate durante una puntata di Servizio Pubblico. La più amata degli italiani, come evidenziato da Cristiana Alicata, ha potuto dire che “l’omosessualità è una trasgressione assoluta” è un’opinione da rispettare. Nessuno dei gay istituzionalizzati ha infatti spiegato alla conduttrice che un talk è tanto più riuscito se le opinioni veicolate dalla discussione hanno un fondamento di verità. Ad oggi solo la Russia, in Europa, crede che l’omosessualità sia una trasgressione assoluta. L’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie nel 1990. Nello stesso anno, la conduttrice, conduceva Paperissima.
Riprendiamoci, per cortesia, il futuro che abbiamo affidato ai miti religiosi o laici. L’emancipazione è un patrimonio troppo prezioso per essere affidato a chi, per vocazione personale, si occupa d’altro.

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