Meno discriminazioni più pubblico

Questo articolo è stato scritto per D di Repubblica.

RaiTre non rispetta la linea editoriale della tv pubblica. Il canale di Paolo Ruffini, direttore de la7 dal 10 ottobre, programma contenuti omo e transessuali vietati su RaiUno. Gli spettatori della prima rete Rai non hanno potuto vedere Romeo e Romeo, la puntata di Un ciclone in convento che aveva come protagonisti due uomini intenzionati a convolare a giuste nozze.
Attraverso una nota Mauro Mazza, direttore di RaiUno, ha spiegato che il taglio è servito per rispettare un tema di grande attualità che non poteva essere banalizzato.
I rischi ipotizzati da Mazza non spaventano RaiTre. La seconda messa in onda del Lupo in
calzoncini ha ottenuto il 6,80% di share, lo 0,4% in più di Star Academy, il talent show che il giorno dopo ha debuttato su RaiDue.
Il lupo in calzoncini corti nasce nel 2007. “L’anno prima”, spiega Lucia Stano, “io e Nadia Dalle Vedove siamo state contattate da Famiglie arcobaleno, l’associazione italiana di genitori omosessuali, per realizzare la presentazione video che avrebbe aperto il loro primo congresso”.
Secondo uno studio Arcigay del 2005 in Italia più di 100mila bambini hanno genitore gay. “Le interviste realizzate ci avevano incuriosito. Dopo aver sentito i loro racconti io e Nadia volevamo vedere le loro vite”. Il documentario racconta la storia di due famiglie. “La storia di Giuliana, Elena e dei loro figli si alterna a quella di Luca e Francesco che sono diventati i papà di Lara solo dopo la prima messa in onda Rai. I veri protagonisti del Lupo in calzoncini corti sono i bambini. Il documentario racconta la loro attesa e cosa succede dopo il loro arrivo”.
Lo stesso successo di pubblico del Lupo in calzoncini corti l’ha ottenuto, la settimana prima, Italy: love it or leave it. La seconda serata del 21 settembre è stata vinta da Bruno Vespa solo per un punto di share. Il documentario è il secondo lavoro di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, la coppia di Improvvisamente l’inverno scorso. “Il tema centrale di quel film, pensato nel 2007, erano i diritti delle coppie di fatto raccontati da noi che in Italia non possiamo sposarci. In Italy: love it or leave it abbiamo dato per scontato la nostra unione. Abbiamo provato a fare un passo in avanti. Siamo una coppia come le altre che si interrogano sul presente del nostro paese. Con questo documentario abbiamo provato a rinnamorarci dell’Italia. Le storie di Italy: love it or leave it ci hanno fatto capire che dobbiamo smettere di lamentarci e iniziare fare qualcosa. Un cambiamento dall’alto non arriverà mai”.
Gli approfondimenti non sensanzionalistici, secondo Davide Tosco, interessano al pubblico. Il regista torinese è l’ideatore di Transiti, un progetto multimediale che racconta le vite di tre persone transgender. “Su RaiTre Transiti ha raggiunto l’8,7% di share. La serie web, fruibile attraverso i portali Rai e il sito del progetto, ha superato le 400 mila visualizzazioni”. Transiti è la prima narrazione crossimediale su cui investe la Rai. “Dal 10 al 14 ottobre alle 19.45 Radio3 ha trasmesso gli auto-ritratti dei protagonisti del progetto. Queste interviste, che chiudono la prima fase di Transiti, sono state il punto di partenza. Solo dopo averle registrate si è pensato di portare in video Alessandra, Angelo e Katherina”.
Mazza dovrebbe seguire con più attenzione il lavoro dei colleghi. Mentre RaiTre, grazie ai documentari glbtq, migliora i propri ascolti Paolo Garimberti chiede al Consiglio Rai di riflettere sul calo di audience di RaiUno.

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