Solo per numeri primi

Questo articolo è stato scritto per D di Repubblica.

Il mercato editoriale italiano è solo per i numeri primi. “Le case editrici puntano sugli esordenti”, spiega Alessandra Tedesco a D.it. “Prima del debutto di Paolo Giordano, avvenuto nel 2008 con Mondadori, non esisteva questo trend. Da quando si è creata questa moda la prima puntata dell’anno del Cacciatore di libri (la trasmissione che la giornalista conduce su Radio24) la dedico agli esordienti scelti dalle più importanti case editrici. Un successo analogo a quello di Giordano l’ha raggiunto Silvia Avallone che ha pubblicato Acciaio con la Rizzoli”.
Secondo Tedesco la continua ricerca di debuttanti non preclude la crescita degli scrittori che hanno avuto un successo immediato. “Paolo Giordano sta scrivendo il nuovo libro. Probabilmente l’ha già finito. Aspetta per strategia. Si è creato così tanto tanto rumore sulla Solitudine dei numeri primi che quando uscirà con il nuovo lavoro tutti troveranno il modo di criticargli qualcosa”.
Altro che allenatori. Gli italiani sono un popolo di aspiranti scrittori. “Ogni tre, quattro giorni ricevo mail di persone che vorrebbero pubblicizzare il proprio libro, scritto con una piccola casa editrice. Di queste richieste solo una minima parte riesce ad arrivare in trasmissione. Ogni giorno in Italia vengono pubblicati 150 libri nuovi, 80 solo di narrativa. Io cerco di dare voce agli scrittori più popolari e conosciuti. Su Anobii, il social network dedicato alla lettura, ho dovuto usare uno pseudonimo perché l’aspirante scrittore mi propone il suo lavoro appena scopre che sono una giornalista che si occupa anche di libri”.
L’aumento degli aspiranti scrittori non è coinciso con la creazione di nuovi spazi dedicati alla letteratura. “In televisione non ci sono trasmissioni accattivanti. Io ricordo solo A tutto volume, il programma che Daria Bignardi ha condotto su Canale 5 nel 1995. Quella rubrica aveva un linguaggio immediato, giovane. Era un piacere seguirla. Il cacciatore di libri è nato per dar voce agli scrittori. Sono interviste sui libri. Il formato è simile a quello di Farenight. Cambia la messa in onda e la durata. La trasmissione di Radio3 è quotidiana mentre la mia è settimanale”.
Secondo i grandi editori internet è un lettore silente. I gruppi letterali più forti concentrano i propri sforzi digitali sulla realizzazione degli ebook. La comunicazione on-line dei libri stampati non è una priorità delle aziende culturali. “Non c’è editore, piccolo o grande, che ti proponga i suoi ebook. Le fette del mercato riguardante questo specifico prodotto sono ancora ridottissime. I colleghi della radio mi hanno regalato un Kindle. Con questo strumento ho letto solo mezzo libro. Sono affezionata alle pagine normale. I lettori di ebook sono comodi per gli addetti ai lavori che devono portarsi in giro le bozze dei libri”.
La mediazione tra il presente materiale e quello informatico è di fatto iniziata il 1° settembre, giorno in cui è entrata in vigore la legge Levi. “Questo provvedimento limita la possibilità gli sconti sui libri. La decurtazione può raggiungere il 15% del prezzo di copertina. Solo le case editrici possono stabilire uno sconto maggiore. Questa legge è stata voluta dai piccoli librai che non riescono a sostenere lo stress di un pezzo eccessivamente scontato, proponibile solo dai siti di e-commerce. Per il pubblico è di fatto un danno ma ben venga se serve a difendere le case editrici e la piccola distruzione. Leggi sui libri esistono in tutta Europa”.
L’adeguamento legislativo con il vecchio continente non cancella la passione degli italiani per il numero uno. Gli europei che frequentano le biblioteca prendono in prestito cinque libri ogni anno, quattro in più degli abitanti del bel paese.

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