L’Italia è una famiglia di fatto

Questo articolo è stato scritto per GQItalia.

Cagliari come Milano e Napoli. Susanna Orrù, assessore alla Pari Opportunità, vorrebbe dotare la propria città del registro delle coppie di fatto previsto dal programma elettorale di Pisapia e De Magistris. “Il provvedimento, spiega Orrù a GQ.com, ha un valore simbolico. La sua attuazione serve per sensibilizzare il legislatore ad adeguarsi agli standard europei”. Il giorno dopo il secondo affossamento della legge contro l’omofobia Viviane Reding, commissario Ue alla Giustizia, ha chiesto al Governo Berlusconi di lavorare in sinergia con gli altri stati impegnati contro ogni forma di discriminazione.

Il registro delle coppie di fatto che l’assessore intende presentare a settembre, dopo le dichiarazioni programmatiche del neo sindaco Zedda, cambierà le domande per gli alloggi comunali. Le case messe a disposizione dalle istituzioni saranno aperte anche alle coppie non sposate. “I Comuni, precisa Orrù, possono sancire una coabitazione anche in assenza di una legge nazionale”.

Il riconoscimento delle coppie non sposate è solo il primo provvedimento che la giunta Zedda intende attuare per aiutare i cittadini che hanno meno diritti di altri. “A Cagliari, sottolinea Orrù, l’omofobia non si è manifestata come in altre città italiane”. Il 6 agosto in provincia di Foggia un ragazzo ha accoltellato il fratello gay. Secondo il diciannovenne l’omosessualità dell’uomo disonorava la famiglia.

“L’omofobia in città e nel resto dell’Italia si manifesta ogni giorno nelle discussioni quotidiane. Nelle prossime settimane capiremo come bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. E’ sbagliato parlare di tolleranza. Bisognerebbe ragionare sulla valorizzazione. Prevenire un’emergenza è meglio di pervenirla”. In Sardegna la giustizia ha applicato l’aggravante omofobica prima dei recenti casi di violenza contro i gay. Il tribunale di Sassari ha condannato a quattro mesi di carcere i due poliziotti che nel 2005 fecero una perquisizione non autorizzata agli attivisti del Mos, il Movimento omosessuale sardo.

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