E se la politica contro i gay fosse rimandata al 2012?

Questo articolo è stato scritto per GQItalia.

Dove non arriva la politica ci pensa la scuola. A sette giorni dall’ennesimo affossamento della legge contro l’omofobia l’università Bocconi stabilisce che l’ateneo deve essere chiuso a tutte le persone che odiano gli omosessuali. Il ragazzo che aveva proposto di utilizzare lo zyklon b (così si chiama il gas utilizzato nei campi nazisti di concentramento) contro i gay è stato sospeso per un anno. La discussione di laurea che avrebbe dovuto fare prima di dicembre è stata posticipata al 2012.
“In seguito a due gravi episodi di aggressione omofobica, spiega Matteo Winkler (docente di Diritto internazionale all’Università Bocconi) a GQ.com, l’università ha fatto partire un’inchiesta. Le telecamere hanno rilevato che il ragazzo sospeso aveva scritto delle frasi contro i gay e ingiuriato un rappresentante del Best (Bocconi Equal Students). Prima di prendere dei provvedimenti disciplinari lo studente ha dovuto confrontarsi con una commissioni di docenti senior”.
Secondo Winkler il lavoro del Best è stato determinante per la sospensione del ragazzo omofobo. “L’associazione, come parte civile, ha portato avanti le istanze giuste”. Gli studenti dell’ateneo hanno saputo fare meglio di Aurelio Mancuso. Il presidente di Equality Italia ha provato a incidere sul dibattito riguardante la legge contro l’omofobia con delle minacce che non hanno avuto un seguito. Ad oggi non è stato ancora diffuso l’elenco dei politici gay che sarebbe dovuto spuntare dopo l’affossamento della legge contro l’omofobia.
La decisione presa dalla Bocconi potrebbe fare scuola in altre realtà. “L’università ha applicato il principio di sussidiarietà che prevede l’intervento di chi è più vicino al caso concreto. Questo ruolo, nel caso specifico, è stato ricoperto dalla Bocconi. Certo è che l’assenza di una legge nazionale fatta dal Parlamento non tutela il singolo. Non tutte le strutture hanno la voglia o gli strumenti per combattere l’omofobia”.

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