Milano cambia colore, l’arancione di Pisapia diventa un arcobaleno per il Pride

Questo articolo è stato scritto per GQItalia.

La stagione dei Pride continua. Dopo l’appuntamento romano, dove si è esibita Lady Gaga, Napoli e Milano si preparano ad accogliere i cortei arcobaleno. I due Pride si svolgeranno sabato prossimo, 25 giugno. Per Napoli l’appuntamento servirà per proseguire la battaglia contro l’omofobia locale. A maggio Fabrizio Sorbara, presidente di Arcigay Napoli è stato picchiato mentre baciava il compagno in pubblico. Sorbara ha spiegato a GQ perché ha preferito non denunciare l’aggressore.
Per Milano, invece, il Pride rappresenta il nuovo inizio della città. La nuova giunta Pisapia ha deciso di patrocinare l’evento che da 18 anni non era preso in considerazione dalle istituzioni meneghine. “E’ una scelta di civiltà e normalità”, spiega Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali, a GQ. Majorino parteciperà alla manifestazione arcobaleno del prossimo sabato e non esclude la realizzazione dell’Expo Pride proposto da Vladimir Luxuria. “L’Expo Pride è una valutazione che deve essere fatta dal movimento glbt (gay, lesbian, bisex e trans) non tanto dalle istituzioni. Per il momento non vedo alcuna controindicazione. Aspetto una proposta concreta ad un’idea che oggi è solo uno slogan. Mi auguro che per il 2015 l’apertura civile, mentale e culturale della città sia al massimo”.
Il patrocinio del Pride non cancella l’omofobia che a Milano è in costante aumento. In meno di dodici mesi due coppie omosessuali sono state picchiate mentre si baciavano in pubblico e nelle università, in più occasioni, sono stati appesi dei cartelloni che invitato i gay a curarsi con il gas usato dai nazisti nei campi di concentramento.
Majorino per risolvere questi problemi lavorerà con le associazioni milanesi. “La prima cosa che voglio fare è parlare con i rappresentanti del movimento glbt. Vorrei ragionare con loro su cosa c’è da fare. Nel programma c’è il registro delle unioni che io avevo già presentato al Consiglio comunale. Questo è uno strumento ma non penso che debba essere l’unico”.
Dall’amministrazione precedente l’assessore ha ereditato anche un confronto con i genitori omosessuali mai realizzato. “Nello stesso momento in cui abbiamo declinato al plurale la delega alla famiglia abbiamo deciso che ci sono diverse realtà con le quale confrontarsi. Questo non riguarda solo famiglie arcobaleno perché io penso che fossimo una famiglia anche noi, io, mio fratello e mia madre divorziata dal ’77. Le famiglie sono molte. Di questo bisogna prender atto e discutere con una realtà che è positivamente multipla”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...