lunedì

Sabato, in tv, qualcuno ha chiesto a qualche giornalista cosa pensassero di X Factor. Di Marco. Di Chiara. E delle Yavanna. Gusti personali a parte di loro solo in pochi hanno espresso un concetto avvalendosi di una grammatica comunicativa condivisibile. Ad un certo punto sembrava che facessero a gara per denigrare persone che come loro lavorano senza ottenere però un compenso spesso che li permetta di vivere serenamente. Arrivare alla fine del mese, senza l’acqua alla gola, per qualcuno è difficile. Scommettiamo che se a scrivere della crisi fossero chi quotidianamente con il problema si confronta leggeremo, con molta probabilità, qualcosa di più interessante?

Domenica, in tv, da Barbara D’Urso qualcuno ha difeso lo stupro. Tutto sommato ci sta. La democrazia è anche avere il coraggio di confrontarsi con opinioni contrarie alla civiltà. Di fatto chi presenta tale barbaria su un media dovrebbe avere, secondo me, il dovere di condannare tale comportamento. Lo dovrebbe fare con credibilità. Certo le risse delle puntate precedenti non aiutano la presentatrice ad essere percepita come autorevole.

Lunedì. Preparo le nuove interviste per polisblog.it. È da un po’ che non mi capitava di interfacciarmi con un giornalista pirla. Nei modi. E per davvero. Un esempio raro di maleducazione filtrato dall’ufficio stampa che con me sta lavorando. Anche nel suo interesse.

Domani ci penso. A certe persone, pagate (e non poco) bisognerebbe vietare di esprimere le proprie opinioni in pubblico.

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