mercedes bresso ai lati

L’Italia è un paese che viaggia a due velocità? La domanda si è ripresentata in questi giorni in cui impazzano le dieci famose domande formulate da Repubblica al primo ministro. Qualcuno, ad esempio, si è chiesto cosa sappiano della storia di Noemi Letizia gli elettori che si sono informati solo attraverso la televisione.
Ad un passo da un appuntamento elettorale, verso il quale tutti comunque corrono, abbiamo deciso di incontrare ai lati per GAY.tv Mercedes Bresso (Presidente della Regione Piemonte) per capire quanta distanza ci sia tra le istituzioni nazionali e quelle locali.
Dopo aver pubblicato una serie di saggi ha scritto il suo primo romanzo. Un giallo. Qual è la scrittrice che la rappresenta meglio?
Me stessa.
Escludendo lei?
Parlando da scrittrice di gialli mi piacciono Fred Vargas e Agatha Christie.
Di cosa parla il suo romanzo?
Il mio giallo parla sostanzialmente di un territorio, che sono le Langhe. Il punto di partenza è la fiera internazione del tartufo attorno alla quale ho scritto una storia sulla quale convergono soldi, prodotti tipici e molti altri prodotti tipici. È un modo come un altro per far conoscere il territorio langarolo.
Così potrà pubblicizzare i prodotti tipici del Piemonte senza essere accusata (come invece è accaduto recentemente per la pubblicità di un vino, ndr).
Ride. Sì. Nel caso che cita l’idea è stata dei produttori.
Con lei, che per molti rappresenta un modello femminile, mi piacerebbe ragionare sulle vicende accadute ad altre donne. Cherie Blair in un’intervista ha dichiarato di non essere stata scelta come candidato alla Camera per il partito laburista perché donna. Cosa ne pensa?
È possibile che ciò sia avvenuto. Io non so dire, politicamente, se lei fosse più brava di Tony e quindi se meritasse di essere scelta lei o se sia stata discriminata in quanto donna. Comunque, al di là dell’episodio raccontato da Cherie Blair, verso le donne sono state fatte una valanga di discriminazioni. Se anche la storia non fosse vera, sarebbe comunque verosimile.
Secondo lei, per l’esperienza politica che ha acquisito, esiste in Italia una donna che ha fatto una scelta simile a quella di Cherie Blair?
La moglie di Prodi (Flavia Franzoni), ad esempio, è una persona che ha notevoli capacità politiche che avrebbe potuto strutturare. Le hanno chiesto più volte di intraprendere una propria carriera. Lei però ha sempre rinunciato per non collocarsi come seguito del marito.
Se suo marito le ponesse un ultimatum tra lavoro e famiglia, lei cosa sceglierebbe?
Lo manderei a stendere. Uno che ti pone un ultimatum di questo tipo è meglio perderlo che trovarlo.
Della sua vita privata si sa pochissimo. Su wikipedia, ad esempio non si fa accenno del suo matrimonio con Claude Raffestin. Ci piacerebbe saperne di più. Matrimonio religioso o pubblico?
Mi sono sposata due volte. Entrambe con rito civile.
Emma Bonino, piemontese come lei, rappresenta il Partito Radicale. Rappresenta anche molto battaglie sociali. Durante la sua permanenza nel partito, anche, di Pannella, cosa ha avuto modo di condividere delle esperienze con Emma Bonino?
Sì, certo. Io allora vivevo a Milano ed Emma Bonino era vicepresidente del CISA, l’associazione che assicurava alle donne diritto all’aborto. Siamo amiche, ci stimiamo da moltissimi anni. Proprio in questi giorni ci siamo sentite per parlare di una campagna, contro l’infibulazione, che la stessa Emma Bonino sta realizzando nei paesi islamici.
Perché poi ha deciso di non continuare la sua attività politica con i radicali?
Decisi di non iscrivermi più al Partito Radicale verso la fine degli anni settanta. All’epoca il Partito decise di considerare le battaglie ambientaliste marginali rispetto a quelle dei diritti civili. Dopo l’esperienza con i Radicali interruppi la mia attività politica che riprese anni dopo con il PCI.
In Islanda è diventato primo ministro Johanna Sigurdardottir. Lesbica dichiarata. Quali sono le caratteristiche che deve avere una donna per arrivare al potere?
Io credo che non ci siano requisiti validi solo per le donne. O solo per gli uomini.
Il primo ministro islandese mi sembra comunque una persona molto interessante e coraggiosa. Ha dimostrato di essere coerente con la propria vita privata.
Come vede la sua attività politica nei prossimi anni?
Mi ricandido alla Regione Piemonte e penso anche di candidarmi al comitato delle regioni dell’Unione Europea.
Non le interessa diventare segretario del PD?
Ride. Devo dire di no. Questo compito mi sembra incompatibile con il mio ruolo reale che vorrei continuare ad avere. E poi mi pare che ci sia una grande affollamento per quel posto.
Perché, secondo lei, c’è una spaccatura tra l’amministrazione del territorio e quella del paese?
Perché non siamo, malgrado quel che si continua a dire, un paese federalista come gli Stati Uniti dove la maggior parte dei presidente eletti era un governatore di Stato e non un senatore. Obama è un’eccezione. Quel che accade in America succede anche in Europa dove, ad esempio, l’attuale primo ministro portoghese è stato sindaco di Lisbona.
Probabilmente nel nostro paese si governa così male perché non si parte da chi ha esperienza di governo.
A proposito di governo. Secondo diversi analisti politici il successo che Berlusconi ha raggiunto nei sondaggi è frutto di alcuni interventi popolari. L’emergenza rifiuti in Campania. Il terremoto in Abruzzo. Parlando del sistema paese, Formigoni ha dichiarato a Radio24 che sta riorganizzando il traffico aereo per non far concorrenza a Malpensa. Come procede la collaborazione?
Per il momento non procede. A parte qualche incontro tra gli assessori non c’è stato nulla di particolare. Noi come Regione Piemonte stiamo lavorando per conto nostro con CAI per aumentare i voli da Torino.
Continuando a ragionare su quanto accade in Piemonte, gli operai della Fiat sono tutelati del progetto di sviluppo che sta portando avanti Sergio Marchionne (AD di Fiat)?
Intanto gli operai li abbiamo tutelati con il primo accordo che facemmo con FIAT per salvare Mirafiori. Marchionne è una persona di parola. Se dice che non chiuderà gli stabilimenti sarà così. Tale condizione potrebbe verificarsi per condizioni non imputabili a lui, come ad esempio la crisi.
Come pubblico quello che possiamo fare è finanziare la ricerca sulla realizzazione di un’automobile pulita. È evidente, poi, che sulla vicenda devono intervenire anche i sindacati.
Con lei mi piacerebbe parlare anche di Partito Democratico. Sull’immigrazione è emersa una spaccatura. Fassino e Chiamparino hanno avvallato la linea adottata dal Governo con il pacchetto sicurezza. Come ci si dovrebbe muovere secondo lei?
La linea del Governo mi è sembrata poco chiara. Per contrastare l’immigrazione bisognerebbe ragionare su un numero di permessi di lavoro proporzionale alle reali necessità del paese. Non dimentichiamoci che la clandestinità c’è laddove il sistema la favorisce.
Ci sono altri temi sul quale il PD non ha trovato una linea comune. Cosa pensa lei dell’attività fatta dal suo partito su testamento biologico o unioni omosessuali?
Sul testamento biologico continua ad esserci una posizione poco chiara. La proposta avanzata da Ignazio Marino, che condivido, malgrado sia maggioritaria nel partito, non viene sostenuta. Peggio mi sembra che vada se si parla di unioni omosessuali. Mentre eravamo al Governo non siamo riusciti neanche ad adottare timidissimo provvedimento su questo argomento.
Come crede che vadano tutelate questo tipo di unioni?
Per il momento credo si debba introdurre un provvedimento simile al Pacs che garantisca diritti veri. In prospettiva, compatibilmente con il necessario cambiamento culturale, credo che si debba pensare ad un riconoscimento vero e proprio come il matrimonio che non è vietato dalla Costituzione che parla solo di famiglia fondata sul matrimonio.
Come presidente della Regione Piemonte sulle coppie di fatto cosa sta facendo? Come Vendola e Marrazzo ha previsto una tutela giuridica?
In coincidenza con l’anno europeo contro le discriminazioni abbiamo redatto una legge già discussa in commissione. Adesso, malgrado piccoli ostacoli all’interno dello stesso PD che punto a risolvere, la riporterò in aula.
Seppur in ambito regionale, quindi con tutte le ristrettezze del caso, la legge prevede diritti analoghi su casa, sanità, ecc… per le coppie sposate e quelle di fatto. Etero ed omosessuali.
L’approvazione di questa legge dovrebbe avvenire quindi prima dell’estate?
Sì, o subito dopo.
Ci diamo 100 giorni?
Va bene. 100 giorni.
Il PD nella sua circoscrizione Italia Nord Occidentale ha candidato come capolista Sergio Cofferati. L’ultimo della lista è invece Ivan Scalfarotto. Se dovesse scegliere tra questi due candidati chi voterebbe? Perché?
Voterei Scalfarotto perché avrà meno voti. Al di là di questo credo che sia una persona giovane e coraggiosa. Credo quindi che possa essere un buon parlamentare europeo.
Continuando a ragionare sull’Europa. Per l’esperienza che ha maturata in Italia e in Europa, la comunità omosessuale italiana a chi deve rivolgersi per ottenere una regolamentazione delle proprie unioni? All’Europa o all’Italia?
Il parlamento europeo ha già votato numerose raccomandazioni. Non può imporre nulla. Credo che non si possa scampare da una legislazione nazionale. L’obiettivo che ci si deve porre è relativo ad una votazione bipartisan. Le posizioni prese da Fini sono interessanti perché sono rappresentative di una parte della destra che non vuole essere appiattita da posizioni discriminatorie.
Pannella per il divorzio, ad esempio, creò un’alleanza trasversale.
Questa attività è poco presente a causa delle associazioni, anche gay?
Certo. I movimenti per i diritti civili ottenuti una serie di cose si sono seduti e hanno dimenticato che quando ci si siede si va indietro e non in avanti.

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