brunetta, bignardi e binetti

Ognuno, prima o poi, ha partecipato a quel percorso alla fine del quale ti viene presentato “l’innamoramento”. Tommaso (Labranca) ai ragazzi di “Pronti al Peggio” dichiarò di non essersi più uscito dal pozzo di Corona.

Io dal primo ascolto di “Cattivi Pensieri” (la trasmissione condotta da Susanna Schimperna su Radio2) non mi sono mai ripreso. L’idea di cattiveria espressa dall’autrice, secondo la quale tale sentimento è la reale espressione di una forma di igiene mentale, me la sono sentita da subito addosso. Come un tatuaggio.

Sulla quella definizione ho ricominciato a pensare leggendo le considerazioni che Maria Laura Rodotà ha maturato dopo aver visto il Ministro Brunetta a L’Era Glaciale. È possibile che il sistema ha talmente storpiato il concetto di coerenza che non si riesce più a sostenere che per un giornalista elaborare un contraddittorio è solo, solo, un dovuto atto di onestà intellettuale verso il suo pubblico?

P.S. A proposito di cocktail onestamente cattivi, si comincia a parlare dell’intervista muscolare che mi ha rilasciato l’Onorevole Binetti. Le considerazioni di Francesco Costa fatte per l’Unità sono qui.

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