cucina, confusione e confucio

Conoscere una persona non è affatto semplice. Capirla poi, richiederebbe tempo. Troppo, se tra di voi la comunicazione progressivamente sarà arricchita di puntine (utili non tanto per appuntarsi i momenti belli, quanto le ferite). Insufficiente se un giorno tutto finisse, e i pensieri per ricordare ciò che non è stato sibilerebbero speranze. Perse.

Per questo motivo è utile studiare l’interlocutore attorno un ambito culinario. Attorno ad un tavolo. Non importa quanto vi sarete apparecchiati. Quali sono gli le pietanze, gli argomenti e i digestivi che proporrete per farvi apprezzare. Lì, davanti a quel mezzo bicchiere, parlerete un linguaggio universale. E sarete quel siete. Senza parlare delle ultime cene o dei percorsi enogastronomici che vorreste percorrere.

C’è da dire che il luogo dove giocherete ad “indovina chi?”, potrebbe aiutare.

Cenare in un locale spagnolo, dove i camerieri sono per lo più provenienti dal vostro est che dall’ovest potrebbe distrarvi.

A tal proposito. Sulla mia agenda, appesi come lanterne cinesi ci sono il nome di alcune strutture dove di recente sono passato. C’è ne fosse una che abbia un nome non riconducibile a Beijing.

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