natale, filtro, disamore

Se ne sta andando. Una strana nevicata. Quasi drag per lo stile con la quale si sta imponendo. Percependo, contro le finestre, il rumore del vento si ha quasi l’impressione che chi amministri i fenomeni atmosferici volesse far uscire dalla scena il bambinello. Sì, quello di Natale. Delle croci e dei no a Maddalena. Lui.

Si conclude così un giorno senza filtro. Sboccato nei modi e nelle apparenze, ogni anno mi gravitano attorno una quantità di teste sottomesse alla permanente festiva davanti alle quali solo il famoso mazzolin di fieno per l’asinello di tale Santa Lucia può avere una consistenza peggiore.

Senza filtro anche la giornata che ha preceduto il Natale. Commentando con un’invidiabile interlocutrice parte del lavoro fatto nei giorni precedenti, sono arrivato alla conclusione che la vera emancipazione del sistema “internet” potrà essere attuata solo se la comunicazione attuata nel mondo reale potrebbe essere perfezionata grazie all’alleggerimento di cui spesso gode lo scambio di informazioni che si muovono sul web.

Per domani, soprattutto, mi auguro l’eliminazione di filtri. Per raccontare un disamore. Per seppellire una bambola. Feticcio necessario per vivere il presente. Senza l’obbligo di un passato. Carico di doveri. Per il futuro.

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