curriculum

Di lei, la professoressa d’arte, mi ricordo poco. La frustrazione con la quale, chiaramente, era costretta all’insegnamento. L’eleganza, poca davvero poca, con la quale tentava di distinguersi.

E poi c’erano le nozioni, che tentava di trasmetterci leggendo dal libro. Male, davvero male. Dell’ora dedicata a Picasso ho sottolineato solo “prima di lui nessuno aveva mai dipinto sfruttando una quarta dimensione: il tempo”.

Al tempo ci ho pensato, questa mattina, arrivando in una struttura adibita all’arte, dove gli uomini eterosessuali si contavano sulle punte di una mano amputata.

Ho pensato al passato, alle marce per il raggiungimento dei diritti (triste pensare che per molti, oggi, questi avvenimenti non siano replicabili nel presente).

E mi sono augurato un futuro. Struttura mentale nella quale, spero, vengano costruiti edifici forti come l’emancipazione. Nei quali possano coesistere persone più che professionisti tali per uno strano curriculum: l’orientamento sessuale.

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