alice

08/07/2009 · Lascia un Commento

Il pazzo non produce paura. Provoca pensieri in un tardo pomeriggio. Alla penombra del perbenismo perchè per un attimo si distacca da un progetto pluralista fortemente omologante.
Ci sono pazzi che spingono le persone in un pozzo. Finché non fingono di percepire una realtà che potrebbe far piangere. Ci sono pazzi che le persone le descrivono in un pizzo. Prima le fanno a pezzi e poi gli scrivono addosso un presente che puzza di passato.
Chi davanti alla pazzia altrui manifesta le proprie perplessità ha di fatto accettato una provocazione senza la quale una persona per essere realmente tale a volte ha bisogno di un po’ di pazzia.

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1958

27/06/2009 · 1 Commento

Jacko, Madonna, Morrissey. Sì, anche mia mamma.

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il (poco) favoloso mondo di coco

24/06/2009 · Lascia un Commento

Ogni film, per una serie di condizioni, presenta sempre un prequel e un sequel. Ogni singolo frame si innesta in un flusso che potrebbe accentuare, o diversamente screditare, ciò che si è visto.

Prequel di Coco Avant Chanel (tratto da un sms mandato ad un amico).
Sala sufficientemente piena. Sciure. Soprattutto. Tutte sopra la sessantina. Tanta lavanda. E teste tinte di lillà.

Sequel di Coco Avant Chanel (ipotizzata dopo aver sentito Burt Bacharach alla radio)
Non c’è volgarità peggiore di quella travestita di finta, ostentata, eleganza.

P.S. Dopo la visione del nuovo film di Audrey Tautou si capisce perché “il favoloso mondo di Amelié” non poteva essere diversamente. Su quello splendore narrativo l’attrice non ci ha più lavorato.

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nepotismo

23/06/2009 · Lascia un Commento

Referendum. E, probabilmente, una serie di pagine reciclate dal precedente appuntamento elettorale. Come da prassi non ci sarà un solo risultato vincente. Si disquisirà su un numero più o meno infinito di opzioni che concettualmente allontaneranno dal cittadino la cronaca reale di ciò che è stato chiamato a fare. Comunque. Poniamo che lo stesso modello di analisi sia trasportabile anche in altri contesti. Chi rimane sconfitto, ad esempio, dal nepotismo? In prima battuta si potrebbe sostenere che il perdente vero è chi non riesce ad arrivare al determinato traguardo a causa dell’indeterminato affiliato. Vero. Vista da un solo punto di vista la vicenda presente un unico, generalizzato, perdente. Per capire, però, che il nepotismo non produce un solo prodotto di scarto per la società è sufficiente vivisezionare il fenomeno. Chi pensa che la predicazione, e la relativa messa in atto, del nepotismo sia giusta (in termini assoluti) non percepisce che il vero perdente è lui. Lui lontano da quella luce, che dovrebbe accendersi in prossimità di un futuro migliore. Lui che non ha neanche le capacità di valutare visi nuovi senza visionarne prima il sangue. Lui senza credibilità.

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elisir

22/06/2009 · Lascia un Commento

E’ il programma che Michele Mirabella conduceva su RAITre la domenica. Non credo lo faccia ancora. Non credo abbia mai perdonato a Luciano Onden (Medicina 33, RAIDue) di essersi appropriato senza un regolare concorso del titolo “Mister Prostata”.
P.S. Non lo vedevo dai tempi della maturità. Lui era nell’altra sezione. Lui era uno di quelli che all’intervallo non puoi non notare. Oggi lui non era più bel ricordo. Era un coetaneo in un corpo da vecchio senza capelli. Anche questo è Elisir.

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protect me

20/06/2009 · Lascia un Commento

Per una persona.
Per il solo pensiero.
Per la sua pelle.
Per non percepire.
Per un presente.
Senza Passato.

Per una persona che per te viene prima di altre lo faresti.
Per non farla schiacciare da un peso. Dalla pressione che non hai mai parcheggiato.

Per quella persona lo faresti.
Comunque sia.
Con o senza conseguenze.

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show in diretta, (ed)mondo in differita

19/06/2009 · Lascia un Commento

La figura dell’analista è radicata in Italia al punto tale che è scomparso l’abc della critica. Chi perde sostiene di aver vinto meno del suo avversario. Chi commette un reato sostiene che ci sono persone che si comportano peggio. Chi deve recensire un progetto per screditarlo lo confronta con realtà talmente diverse che non possono essere prese come termine di paragone.

Tutto nella vita mi sarei immaginato. Difendere Lorella Cuccarini, o meglio per il lavoro che da poco ha concluso su SkyUno, no.Sull’ultimo numero de L’Espresso Edmondo Berselli si occupa appunto di “Vuoi Ballare Con Me?” comparandolo a “Ballando Con Le Stelle” (e non ad Academy come qua e là si è fatto nelle ultime settimane). Al di là del giudizio che il giornalista esprime è evidente che non abbia mai visto il programma. Parlare di progetto limitandosi alla sola presenza che occupa nel palinsesto non è troppo riduttivo? O paraculo?

Forse è per questo motivo che la critica ha progressivamente perso consistenza in Italia. In un momento storico fortemente caratterizzato dalla diretta i ragionamenti in differita sono solo inutili.

P.S. vorrei far notare che proprio su una delle recenti novità di Steel la coppia di fatto Comazzi-Dipollina ha presentato ai rispettivi lettori una serie di spunti su un qualcosa che (e lo si poteva intuire) entrambi avevano visto.

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d

18/06/2009 · Lascia un Commento

Davanti. Dietro. Dai lati.
Dire. Distogliere. Deconcetrarsi.
Da una persona. Da un pensiero. Da un presente.
Dipendenze. Dopo averle decodificate non diresti di sì per due volte di seguito.

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venuto al mondo

17/06/2009 · Lascia un Commento

E’ un romanzo stropicciato. Non so se sia per Sarajevo o per il modo in cui è scritto. Tanto singolare nei desideri della scrittrice quanto declinato al plurale. Storie. Persone. In superficie. Senza neanche la profondità del mare. Più si prosegue nella lettura più il finale, figlio di una favola moderna, finisce per essere l’unica tappa che vada vista di questo viaggio.

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(de)grado sociale

16/06/2009 · Lascia un Commento

Tempo di un refresh e sono diventato l’unico grado di separazione tra due utenti. L’uno all’estremo dell’altro.
L’uno abbandona un sito (anche) di dating. L’altro, su una maglietta, scriverebbe “mi sono reso conto di averti fra i miei amici di facebook”.

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